Camomilla: come coltivarla e come usarla

La camomilla è da sempre la compagna di notti insonni, in quanto il suo infuso viene bevuto, prima di andare a dormire, per conciliare il sonno. Ma è possibile coltivarla? E in che altri modi si può usare?

Le sue caratteristiche e la sua storia

La camomilla appartiene a un genere di sole sette specie, della famiglia delle Asteracee e delle Composite. Il suo fusto è eretto, ben ramificato e può arrivare ai cinquanta centimetri di altezza. Le sue foglie sono di forma bipennate, divise in licinie, di un colore verde chiaro. I suoi fiori hanno petali bianchi e i capolini gialli.

Sono note due varietà di camomilla: quella romana e quella tedesca, che sembrano simili, ma per le loro proprietà, la seconda sembra più adatta, da usare nel settore farmacologico.

Si può trovare in tutta Europa e in Algeria. In Italia, cresce spontanea nelle campagne, per lo più in terreni incolti ed asciutti delle pianure, oppure coltivata in giardini ed orti.

L’uso della camomilla, in qualunque campo, è noto fin dall’antichità: gli egiziani, infatti, la usavano per far abbassare la febbre, e la associavano al dio Sole, e per i greci era una sorta di panacea, ed anche Galeno la usava per la febbre e i dolori reumatici.

Nel XVI secolo, il suo infuso era considerato un vero e proprio tonico, in grado di rinforzare l’organismo, e nelle tradizione popolare si credeva che dei mazzi secchi dei fiori di camomilla potesse allontanare le tarme.

Come coltivarla

Non è difficile trovare la camomilla in campagna, ma chi vuole coltivarla, in un vaso, un giardino o un orto, deve tenere presente che questa pianta necessita di un clima mite temperato. Il terreno in cui coltiva può essere anche povero, ma fresco e non acido. Non tollera il vento, quindi è bene tenerlo in un’area riparata.

I fiori sbocciano nel periodo che va da maggio a ottobre, e durante le fasi della crescita bisogna annaffiarli tre o quattro volte alla settimana, facendo attenzione a irrigare solo il terreno, e mai la pianta, evitando anche i ristagni idrici.

Per la concimazione è bene usare il fosforo, sempre nelle fase in cui sta ancora crescendo, e se viene aggredita dagli afidi, è bene trattarli con del sapone di Marsiglia, disciolto nell’acqua. Si può iniziare la raccolta quando i capolini sono aperti.

Come usarla

Una volta raccolta, è bene essiccare subito i capolini, per non perdere le loro proprietà. Oltre che per il classico infuso, si possono utilizzare sia per rimedi medici, sia per la cucina e i rimedi di bellezza.

La camomilla è una pianta antinfiammatoria, analgesica, sedativa, antisettica e spasmodica. Per uso interno, può aiutare contro i problemi di stomaco o intestinali. Favorisce la digestione e può placare il vomito e la nausea. Può abbassare la febbre e calmare i dolori della testa, alleviando nevralgie.

Per uso esterno, può disinfettare le ferite, curare le scottature e prevenire ulcere ed infezioni. Per il mal di gola, si possono effettuare dei gargarismi con l’infuso, ed il suo olio può essere applicato in aree colpiti da dolori articolari.

In cucina, si usa come aroma per dei vini e dei liquori, come il Vermouth. E’ possibile, inoltre, preparare un vero e proprio vino a base di camomilla, da bere alla fine di un abbondante pasto, come digestivo. Può conferire un buon sapore ed un aroma gradevole anche ai dessert, soprattutto nelle creme.

Nel campo della bellezza e della cura del corpo, viene inserita nei bagnoschiuma, negli shampoo, nei balsami e nelle creme, ed aggiunta ai cosmetici può svolgere il ruolo di un antiallergenico. Come olio, è l’ideale da applicare su pelli sensibile e per lenire irritazioni causate dal sole o al vento. Un suo decotto, può schiarire capelli biondi e castani.

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