Pungitopi: cosa sono? Proprietà e caratteristiche

I pungitopi sono degli arbusti sempreverdi, appartenenti alla famiglia delle Ruscacee, che si possono trovare comunemente nei boschi e nei sottoboschi asciutti, in Italia e negli altri paesi mediterranei. Noto anche come rusco, il suo nome deriva da una tradizione contadina, che usava mazzi di questi pianta per proteggere i baldacchini dei salumi dai topi.

Caratteristiche

Questo arbusto comprende sei specie di piante perenni. Ha un fusto, dritto e ramificato, di colore verde, ed il suo rizoma può arrivare a quasi un metro di altezza. Le sue foglie sono di un colore verde, appuntite e di forma ellittica.

I suoi fiori, prima verdastri e poi bianchi, spuntano in ottobre e crescono fino ad aprile, al centro dei cladodi (i rami). I suoi frutti sono delle piccole bacche rotonde e rosse, che iniziano a spuntare in inverno.

E possibile piantarlo in casa o in giardino, in un terreno ben drenato ed umido, e devono essere annaffiati regolarmente ed abbondante, nella stagione estiva. In primavera, si deve potare e concimare, per poi raccogliere i fiori e le bacche, una volta spuntate.

Le sue proprietà

Il pungitopo, oltre ad essere utilizzato come decorazione natalizia, ha innumerevoli proprietà, e può essere usato come medicamento o in cucina.

Il suo rizoma, per uso interno, ha proprietà diuretiche, antinfiammatorie e depurative, e viene impiegato per curare nefriti, reumatismi articolari, gotta, edemi, uretriti, obesità, insufficienza venosa, calcoli urinari e ritenzione di liquidi, in generale. Un infuso o un decotto preparato con la radice, infatti, può curare varici, flebiti, emorroidi, edemi, e stimolare la secrezione urinaria. Tuttavia, chi soffre di ipertensione, dovrebbe evitare di assumerlo.

All’esterno può essere utilizzato per curare disturbi emorroidali e gonfiori alle gambe. Per questi ultimi si possono praticare degli impacchi e dei pediluvi.

L’estratto della sua bacca, invece, per le sua azione normalizzate della circolazione periferica, viene utilizzato nella cosmesi per curare rossori persistenti e pelli affetti da couperose.

In cucina, i giovani germogli si possono consumare come gli asparagi, ma hanno un sapore più amaro e richiedono più tempo per cuocersi. Il sapore può essere corretto se bolliti in acqua abbondante e conditi con sale, pepe, olio e succo di limone. Possono essere utilizzati come contorno per delle uova sode, o inseriti nelle frittate. E’ un ottima pianta anche per preparare risotti.

E’ possibile anche conservarli sottaceto, e una volta venivano essiccati e tritati per essere utilizzati come sostituti del caffè.

La sua radice, invece, può essere impiegata per preparare un vino medicato, dall’azione depurativa ed epatica.

Alcune “ricette”

Si può preparare un decotto per emorroidi, bollendo cinquanta grammi di radice di pungitopo in un litro d’acqua. Con esso si possono fare dei pediluvi e dei bagni, applicando delle compresse imbevute sulle parti interessate.

Per dei problemi interni, si può preparare un altro decotto, bollendo una piccola manciata della radice del rusco (fresca o secca) in un litro d’acqua, per quindici minuti. Si può bere tre volte al giorno.

Una tintura vinosa, da bere anch’essa tre volte al giorno, lontana dai pasti, si ottiene macerando due manciate di rizoma in un litro di vino, per dieci giorni.

In precedenza, si è accennato che i germogli di pungitopo possono essere utilizzati in cucina. Se si vuole preparare un risotto, si può rosolare uno spicchio d’aglio nell’olio, per poi unire 400 grammi di riso Vialone nano, e farlo tostare per alcuni minuti. Dopodiché, si versano 200 grammi di germogli di pungitopo già lessati, e portare a cottura mescolando ed aggiungendo del brodo vegetale (bisogna averne a disposizione un litro). Alla fine, si aggiusta di sale e pepe, mantecando con del parmigiano e servendolo subito a tavola.

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