Qual’è la più montuosa regione sarda? Le sue caratteristiche e la sua popolazione

La Sardegna ha per lo più un paesaggio collinare, al 18,5 % è pianura e la montagna comprende solo il 13,6 % del territorio. L’area della regione più montuosa, è sicuramente il Massiccio del Gennargentu, situato nella zona centro-orientale della regione, in provincia di Nuoro. Per saperne di più, si può continuare a leggere la pagina.

Le sue caratteristiche

La germorfologia del Gennargentu risale alla formazione delle catene e delle pieghe circummediterranee, e dopo dissestamento europeo, nella parte meridionale si è isolato il massiccio-sardo corso. Il suo nucleo cambrico paleozoico risale ai periodi del Silurico e del Devonico. In quel periodo, si formò un fondo granitico di enorme estrati detrici. Oggi, i graniti nati in seguito alla erosione si trovano sul settore settentrionale dell’area.

Grazie al suo clima, su questo massiccio vi è una flora diversificata, che comprende tassi, agrifogli, noci bianchi, pioppi tremuli, ribes di Limbara, la rosa di montagna, la digitale rossa, la genziana maggiore, etc. Tuttavia, i pascoli ed uno scorretto del suolo, hanno favorito un certo degrado ambientale.

Se la flora comprende diverse specie, non è da meno la fauna, a cominciare da rettili ed anfibi, come la lucertola Bedriaga, la luscengola, il rospo smeraldina e la raganella sarda. Tra i mammiferi, invece, si includono, la lepre sarda, il ghiro, il topo selvatico, il cinghiale, la volpe e il muflone.
Sicuramente, quest’area è ottima per fare del birdwatching, vista il gran numero di uccelli che si annidano tra le vette, dallo sparviere al falco pellegrino, dalle pernici sarde ai picchi rossi, dalle allodole alle capinere, etc.

Vista la poca densità di abitanti, le sue bellezze naturali si sono conservate e ciò ha fatto modo che, nel 1998, il Massiccio entrasse a far parte del Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu, ma ciò ha creato dei problemi di tipo istituzionale agli abitanti della zona, che si è risolta solo nel 2008.

Origini del nome e percorsi da visitare

Il nome “Gennargentu”, nel dialetto sarda, è formato da due parole, ovvero “genna”, che significa “porta”, ed “argentu”, ovvero “argento”, quindi si può tradurre questa parola come “porta d’argento“. Nome, appropriato, visto che la Sardegna è ricca di questo minerale.

Questo massiccio, oltre ad essere una meta adatta per gli amanti della natura e del trekking, ed anche un luogo adatto per stare in meditazione e contemplazione, grazie anche ai suoni che si possono ascoltare, da quelli delle sorgenti ai versi degli uccelli. Per motivi di tipo “spirituale” è possibile optare per dei cammini silenziosi, dove si contempla la natura, e si visitano antichi santuari.
Un complesso archeologico da visitare in questa zona, è sicuramente il complesso nuragico di S’Arcu ‘e Is Forros, che comprende un tempio circondato da altri edifici di culto, e centri abitativi, nei quali è inclusa un’officina dove si fondevano metalli. Sembra che questo villaggio-santuario, fosse anche un’importante centro di commerci.

Tutte queste sue caratteristiche rendono l’area del Massiccio Gennargentu adatta per gite scolastiche e visite culturali, ma bisogna comunque attrezzarsi e vestirsi con tutto ciò che occorre per un’escursione.

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