Il settore del gambling in Italia nel 2019 secondo ADM

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha pubblicato il Libro Blu 2019, il report annuale che fotografa la situazione del gioco d’azzardo legale nel nostro Paese. Si tratta di un’analisi importante per capire come funziona il gambling in Italia, chi ci guadagna e quali sono le ricadute sociali ed economiche di questa industria in forte crescita, in grado di avvicinarsi nel 2019 ai 20 miliardi di euro di ricavi.

Nel dettaglio la spesa degli italiani per il gioco è stata di 19,45 miliardi di euro, in aumento del 2,4% rispetto al 2018, un volume che ha generato 11,4 miliardi di euro di introiti per le casse dello Stato. Il primo vincitore è dunque l’Erario, che guadagna dal gioco oltre la metà dei ricavi complessivi, un prelievo in crescita rispetto all’anno precedente del 3,4%.

Il contrasto al gioco illegale e le polemiche sui divieti

Vista l’elevata imposizione fiscale sono molte le polemiche degli operatori del settore, in particolare delle società con licenza AAMS, con bar, centri scommesse e casinò tradizionali in forte crisi nel 2020 a causa del lockdown, mentre il prelievo sul gioco aumenta. Le restrizioni introdotte con il Decreto Dignità, inoltre stanno portando sempre più utenti verso piattaforme non AAMS come Betmaster Italia, portali con licenza europea in grado di offrire condizioni meno limitative e convenienti.

Oltre alla concorrenza europea, una situazione che spesso penalizza i concessionari italiani di ADM, il gioco illegale rappresenta senza dubbio un grosso problema. Nel 2019 sono stati oscurati oltre 1.000 siti non autorizzati, completamente sprovvisti di qualsiasi tipo di certificazione europea o di altri paesi extra UE, inoltre i controlli della Guardia di Finanza hanno permesso di verificare oltre 35 mila esercizi fisici, rilevando un volume di 48,5 milioni di euro dovuti allo Stato.

Slot machine e videolottery: fatturato in crescita

Sempre secondo i dati del Libro Blu di ADM, nel 2019 il 63% della spesa per il gioco degli italiani è stata incentrata in slot machine e videolottery. In particolare, il numero delle macchine installate è sceso in maniera considerevole, con molti esercenti che hanno deciso di toglierle dal proprio locale, tuttavia è incrementato il volume di gioco segnale che le persone spendono in media di più nonostante la riduzione dei dispositivi.

Nel 2015 le macchine che erogano vincite in denaro erano 579.228 in tutta Italia, numero che nel 2019 è sceso a 418.491 unità, con un decremento stabile fino al 2018 e un leggero incremento nel 2019 del 2,74%. La Regione con più dispositivi è la Lombardia, con numeri alti anche nel Lazio, in Campania, in Emilia Romagna e in Veneto, mentre l’Umbria è la Regione con meno macchine installate.

Stabile la spesa per le lotterie nazionali

La spesa per le lotterie nazionali è stabile con una leggera crescita, passando da 2,420 miliardi di euro del 2018 a 2,476 miliardi del 2019, con un aumento di appena 56 milioni di euro. Questo tipo di gioco si conferma dunque un punto fisso per gli appassionati, una categoria che comprende tantissime opzioni differenti come Lotto, Gratta e Vinci, SuperEnalotto, WinForLife ed EuroJackpot.

Anche in questo caso la prima Regione italiana per spesa nelle lotterie nazionali è stata la Lombardia, dove sono stati acquistati tagliandi per 474 milioni di euro nel 2019 rispetto ai 461 del 2018, con vincite per 1.290 milioni di euro a fronte di una raccolta di 1.764 milioni di euro. Al secondo posto si trova il Lazio, con una spesa di 303 milioni di euro, una raccolta di 1.102 milioni e vincite per 799 milioni.

Il risultato complessivo è piuttosto esplicativo del business che ruota attorno alle lotterie e in generale al gioco, infatti secondo il Libro Blu di ADM la spesa totale nel 2019 è stata di 2.476 milioni di euro, con una raccolta di 9.188 milioni e vincite per appena 6.712 milioni di euro. Come sempre a vincere è il banco, sebbene nel 2020 è previsto un calo degli introiti che potrebbe superare il 50%.

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