Si eleva nel foro romano: ecco tutto ciò che si deve sapere sull’arco di Tito

L’arco di Tito, sulle pendici a nord del Palatino, nella parte est del Foro romano, è tra le più note costruzioni dell’arte romana, dedicato proprio all’imperatore di cui porta il nome. Ma qual è la sua storia?

La sua storia

Questo arco venne eretto in memoria della guerra giudaica, combattuta per l’imperatore Tito Flavio Cesare Vespasiano Augusto. La data della sua costruzione si può far risalire solo al I secolo d.C., ma si suppone che venne terminato nel 90 d.C. L’iscrizione su di esso, recita “Il senato e il popolo romano al Divo Tito Vespasiano Augusto, figlio del Divo Vespasiano”.

Nel Medioevo, l’arco divenne parte della fortezza di Frangipane, e nel Cinquecento, venne restaurato. In seguito, fu incorporato tra le struttura del convento di Santa Francesca Romana. Venne di nuovo restaurato nel 1823, da GIuseppe Veladier e Raffaele Stern, che riuscirono a liberare l’arco dalla struttura medioevale. Altri lavori dei primi anni del Novecento, ne evidenziarono le fondazione, grazie all’abbassamento del livello stradale.

Sembra che a Tito fosse stato dedicato un altro arco, ora scomparso, presente al Circo Massimo, i cui resti vennero ritrovati nel 2015, ed in base ad essi è stato possibile calcolarle le misure.

Le caratteristiche dell’arco di Tito

Questo arco è alto diciannove metri circa e largo tredici. Di mole più robusta e combatta, rispetto agli archi dell’epoca augustea, si distacca completamente dai modelli ellenistici. Costruito in marmo, ha un nucleo interno di cementizio ed un basamento in travertino (roccia sedimentaria calcarea). Sulla faccia, sono presenti due semicolonne, dai capitelli compositi e i fusti scanalati, volti a sorreggere una trabeazione con fregio.

Tra i suoi rilievi più interessanti, ai lati del fornice, sono i due pannelli che riportato il trionfo di tipo dopo la conquista di Gerusalemme, avvenuta nel 70 d.C., e uno che riporta la figura trionfale di Tito sulla quadriga, incoronato dalla Vittoria. Sul lato sinistro dell’arco, invece, è raffigurato l’ingresso del corteo di Tito nella Porta Trimphalis, con degli inservienti che portano arredi saccheggiati dal Tempio di Gerusalemme, come il candelabro a sette braccia.

Altri archi romani

L’arco di Tito è sicuramente uno dei più importanti simboli dell’epoca flavia, e ammirarlo passeggiando per il foro, sembra trasportare chi lo ammira nell’antica Roma.

Ma non è, tuttavia, l’unico arco da ammirare a Roma, e infatti si possono citare:

  • l’arco di Pompeo, eretto per celebrare il trionfo del condottiero romano su Mitridate (61 a.C.), in cui vi si trovava una sua statua, prima che venisse trasferita nella sala del senato (secondo quanto riporta Sventonio);
  • l’arco di Augusto, eretto per il trionfo di Ottaviano nel 29 a.C., di cui sono stati ritrovate le sue fondazioni presso il tempio del Divo Giulio;
  • l’arco di Druso, edificato in onore di Druso maggiore, sulla via Appia Antica;
  • l’arco di Gallieno, o Porta Esquilina, che risale al periodo più antico della città di Roma, che si espande tra l’VIII e il VI secolo;
  • l’arco di Costantino, dedicato dal senato all’imperatore, assieme a quello di Tito e Settimio Severo, è uno dei pochi archi trionfali rimasti.

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